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   Montefalco:

Quinto giorno: da Castel Ritaldi a Montefalco
Km 15 ca. - tempo: 15 minuti in auto

Percorso da Castel Ritaldi a Montefalco
Per raggiungere Montefalco si deve in parte ripercorrere la strada che ci aveva portato a Castel Ritaldi da Giano dell’Umbria. Quindi si raggiunge La Bruna e si prende la s. p. 451 di La Bruna in direzione Foligno-Montefalco. Si oltrepassa il centro abitato di Mercatello, si prosegue la la strada provinciale per alcuni km e si svolta a destra seguendo le indicazioni per Montefalco.

Montefalco (breve descrizione):
Per la sua incantevole posizione geografica, sul vertice di un ameno colle (473 mt.), che si erge al centro delle valli del Clitunno, del Topino e del Tevere, la città è stata definita “Ringhiera dell’Umbria”. 

 Celebre altresì per gli affreschi delle sue chiese, che ne fanno un punto di riferimento essenziale per la conoscenza della pittura umbra. Inoltre i suoi santuari rappresentano, nel turismo religioso, una tappa importante, ancora quasi tutta da scoprire, della spiritualità umbra. Montefalco fu centro abitato fin dalla più remota antichità. Probabile “pago” rurale, conserva memoria in una rara epigrafe del “marone” (magistrato tipico degli antichi umbri). Durante il periodo romano il colle si popolò di ville patrizie, di cui permane il ricordo nei toponimi: Assegnano, Camiano, Col Verano, Rignano, Satriano, Vecciano,ecc. Numerosi resti epigrafi e scultorei (museo comunale, chiostro di S. Fortunato, ecc.) testimoniano, nonostante le molte dispersioni, il periodo più antico e meno noto. Nel medioevo l’abitato ebbe il nome di Coccorone. Secondo una tradizione, che nel secolo XVI era definita antica, il toponimo sarebbe derivato da un presunto fondatore, il senatore romano Marco Curione. Moderni storici, invece, lo fanno discendere dal greco oros (= monte).

Cosa vedere a Montefalco:
Il gioiello della “ringhiera dell’Umbria” si trova senza dubbio all’interno del Museo della Ex Chiesa di San Francesco. All’interno di queste mura, erette tra il 1335 e il 1338 dai frati Minori, è infatti ancora stupendamente custodita l’abside centrale affrescata da Benozzo Gozzoli nel 1452 e narrante la storia della vita di San Francesco. Commissionato da Jacopo da Montefalco, guardiano del convento di San Francesco, il ciclo è illustrato in dodici scene disposte su tre registri. La narrazione procede, come un’ideale elevazione, dal basso verso l'alto e culmina nella volta con la gloria di San Francesco. Per quest’opera, Benozzo Gozzoli inizialmente utilizzò il grande modello giottesco, ma se ne discostò, perché, su probabile suggerimento dello stesso fra Jacopo, utilizzò due noti testi francescani: la Leggenda Maior di Bonaventura da Bagnoregio, divenuta dal 1266 la biografia ufficiale del santo in sostituzione di tutte quelle scritte in precedenza e giudicate non abbastanza ortodosse, e la Leggenda dei tre compagni, che, poiché faceva attenzione soprattutto alle vicende assisane di Francesco, costituì spesso un’importante fonte di ispirazione per la rappresentazione delle scene relative. Il percorso museale all’interno della chiesa prosegue poi con un dipinto del 1503 di Pietro Vannucci detto il Perugino, con la cappella di San Girolamo affrescata da Benozzo Gozzoli nel 1452, la cappella di Sant’Antonio della metà del XV secolo attribuita ad Andrea di Cagno ed altri affreschi riconducibili ad autori (Niccolò Alunno, Mezzastris, Melanzio, Tiberio Diotallevi detto Tiberio d’Assisi) della scuola umbro-senese del ‘400 e ‘500. Terminata la visita al museo si risale verso la piazza per ammirare il Palazzo Comunale (sec. XIII) con il loggiato quattrocentesco e la torre comunale dalla quale si gode di una vista superba. Le mura cittadine, stupendamente conservate presentano quattro porte d’ingresso. Si scende poi lungo Corso Mameli sul quale si affacciano numerosi palazzi signorili costruiti nei secoli dal XV al XVII (Palazzo Moriconi Calvi, Tempestivi, Langeli, Senili, Ciardelli, Santi - Gentili, De Cuppis). Il tour dentro le mura prosegue poi con la Chiesa di S. Lucia, sec. XII, che si trova nel nucleo più antico del borgo medioevale. La Chiesa di S. Bartolomeo, sec. XVIII, mantiene della prima costruzione (sec. XI) una monofora lunettata e una bifora sulla parete absidale esterna. La Chiesetta di S. Maria Maddalena, sec. XIII, rinnovata nel sec. XVIII, presenta affreschi di pittori locali dei sec. XV e XVI; l'annesso monastero risale al sec. XV. La Chiesa di S. Chiara, sec. XVII, contiene la Cappella di S. Croce affrescata nel 1333 da pittori di scuola umbra; il convento con chiostro risale al sec. XV. La Chiesa di S. Illuminata, sec. XVI, ha la facciata in laterizio preceduta da un portico. e un fastigio lunettato che rammenta l'architettura lombarda; all'interno ospita tra I'altro cappelline affrescate da Francesco Melanzio. La Chiesa di S. Leonardo ha una facciata ornata con due semplici portali rinascimentali; accoglie una tela del Melanzio (1515), rappresentante la Madonna in trono col Bambino. Nei dintorni meritano certamente una visita la Chiesa Convento di S. Fortunato, complesso edificato sulla tomba del Santo nel IV secolo e ristrutturato nel secolo XV, fu affrescata dal Gozzoli e da Tiberio d'Assisi; circondata da un bosco di elci secolari, è meta ideale di passeggiate. La Chiesetta di S. Maria di Turrita conserva affreschi dei sec. XIV, XV e XVI. La frazione di Fabbri è ricca di resti di fortificazioni medioevali e di Maestà affrescate dal Melanzio.


Dove dormire a Montefalco:
Agriturismo ‘Camiano Piccolo’
Loc. Camiano Piccolo - Montefalco
tel. 0742 379492 fax 0742 0742 371077
e-mail: camiano@bcsnet.it

Casale Satriano

Loc. San Marco, 58 - Montefalco
Tel. 0742 379158 fax 0742 371063
e-mail: info@satriano.it
www.satriano.it

Albergo Villa Pambuffetti
Via della Vittoria, 20 - Montefalco
Tel. 0742 379417 fax 0742 379245
e-mail: villabianca@interbusiness.it
www.umbria.org


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