Home                        

<-- Back

   Giano dell'Umbria:

Terzo giorno - da Gualdo Cattaneo a Giano dell’Umbria
Km 17 - tempo: 30 minuti in auto


Percorso da Gualdo Cattaneo a Giano dell’Umbria

Terminata la visita a Gualdo Cattaneo, per dirigersi verso Giano dell’Umbria si riprende, subito fuori le mura, la strada provinciale 422 che ci aveva portato a Gualdo. Si scende, proseguendo oltre l’incrocio con Gaglioli, fino ad incontrare la strada statale 316 dei Monti Martani. Qui si svolta a destra in direzione Todi e Massa Martana. Si giunge nella frazione di Bastardo, si oltrepassa l’incrocio che porta l’indicazione di Giano dell’Umbria (senza lasciare la direzione che si sta seguendo) e si attraversa il centro senza lasciare mai la statale. In prossimità dell’uscita dalla frazione, al bivio si segue l’indicazione per Massa Martana e si prosegue a sinistra in un tratto in salita. Poco dopo, alla seconda intersezione da sinistra si svolta seguendo l’indicazione per l’Abbazia di San Felice. 

Si prosegue lungo questa strada (S.P. 452 di Giano dell’Umbria) per alcuni km fino a che non si giunge nei pressi dell’Abbazia (prima tappa consigliata). Si oltrepassa e si prosegue lungo il viale rettilineo che sale. All’incrocio si imbocca a sinistra prendendo la strada che sale e si prosegue attraverso numerosi tornanti fino a raggiungere Giano dell’Umbria.

Giano dell’Umbria (breve descrizione):

Giano dell'Umbria è sorta nell'XI secolo nella zona detta "Normandia" per lo stazionamento dei Normanni nell'attacco che questi portarono al Ducato di Spoleto. La cittadina umbra rimane, seppure con alterne vicende, sotto il governo di Spoleto dalla metà del duecento fino all'inizio del XIX sec. mantenendo tuttavia una sua indipendenza ed amministrando un territorio proprio che include anche Montecchio e Castagnola. Il castello, benchè di dimensioni ridotte, ha una complessa struttura fondata sull'unione di due impianti fortificati, organizzato in modo digradante a partire dal vertice urbanistico, dove si innestano il Palazzo Pubblico e la Chiesa di S. Michele Arcangelo, del sec. XIII. Le mura medievali sono conservate e c'è traccia della cinta romana.

Cosa vedere a Giano dell’Umbria:
Si comincia con l’itinerario dentro le mura, partendo dal palazzo del Municipio. Di origine medievale, è stato rimaneggiato più volte nel corso dei secoli ed è stato ulteriormente rinnovato di recente. A sinistra dell'ingresso conserva, murato, lo stemma del comune del XIV - XV secolo. Si passa poi alla chiesa di San Michele Arcangelo di cui testimonianze dell'antica origine sono ravvisabili all'esterno, nelle absidi semicircolari (completa quella centrale e parziale quella di sinistra) e nei muri perimetrali, che fanno supporre una prima costruzione a cavallo tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo. All'interno (molto manomesso), sono visibili tracce frammentarie e ridipinte degli affreschi absidali del 1501 che si inseriscono nell'ambito della cultura spoletina a cavallo tra il XV ed il XVI secolo. Vi è anche conservato (sulla parete sinistra della navata) un pregevole crocifisso ligneo del XVI secolo. La chiesa di San Francesco risale alla seconda metà del XIII secolo. L'interno della chiesa è ad una navata e conserva nella parete di controfacciata un'organo ligneo del XVIII secolo. Le pareti sono decorate da sei (tre per parte) altari lignei del XVIII secolo, abbelliti da paliotti in scagliola, di scuola toscana, dipinti a motivi floreali e sormontanti da pregevoli tele. L'imponente altare maggiore grandioso sipario ligneo di impostazione barocca, nasconde alla vista l'originaria abside della chiesa decorata con preziosi affreschi del XIV secolo decorata con pregevoli affreschi del XIV secolo. Nella cappella del crocifisso è conservato il ciclo di affreschi attribuiti al pittore folignate Giovanni di Corraduccio (XIV secolo). Poco lontano da Giano si trova l'abbazia di San Felice capolavoro dell'arte romanica. La chiesa è un tipico esempio di architettura romanica umbra con influssi lombardi e mostra affinità con chiese spoletine. L'impianto è a tre navate suddivise da colonne in conci, con una zona presbiteriale sopraelevata a tre absidi, queste ultime di modello lombardo, così come lombardo è il motivo della volta a botte della navata centrale, rare in Umbria. Il nostro itinerario prosegue poi attraverso un circuito di castelli. Ed iniziamo da quello di Montecchio. Questo castello, in posizione dominante sull'antica via Flaminia, fu - presumibilmente - già fortificato nel X secolo e fece parte anch'esso della Normandia. Il castello conserva buona parte della cinta muraria, innalzata nel XII secolo, riedificata nel XIV e rimasta immutata sino ai nostri giorni. Sulla piazzetta si affacciano il piccolo palazzo della Comunità del XVI secolo, con lo stemma del castello, e il fianco sinistro della chiesa di San Bartolomeo. L'interno, ad un'unica navata e con il tetto a capriate, a cinque campate, conserva numerosi frammenti di affreschi e di sculture che testimoniano, attraverso i successivi interventi decorativi, l'importanza che la chiesa dovette mantenere nel corso dei secoli. Ci dirigiamo poi al castello di Castagnola del quale delle antiche mura non rimangono che poche tracce, mentre la torre di sentina della porta d'ingresso è stata successivamente trasformata in torre campanaria. Altamente suggestivo è invece il castello di Morcicchia che, come risulta da testimonianze del X secolo fu un antico feudo dei Litaldi o Ritaldi, antica famiglia spoletina. Dell'antico castello rimangono alcune torri superstiti, qualche abitazione e significativi resti della cinta muraria.


Dove dormire a Giano dell'Umbria:
Agriturismo Castrum Normanno
Località Moriano, 31 - Giano dell’Umbria
tel. e fax 0742 90286
e-mail: agr.castrumnormanno@libero.it

 

 


- Introduzione ...  - L' Itinerario  - Cantine   - Aziende agricole  - Gastronomia ed Eventi   - Come raggiungerci