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        Todi:
Il punto di partenza dell'itinerario è suggerito da Todi, dove già nel primo secolo dopo Cristo, Plinio il Giovane, nel quattordicesimo libro della sua Storia Naturale, parlava dei suoi vini, elencandoli tra quelli più famosi di allora, ma si sa che fin dal tempo dell'antica Etruria, i tuderti conoscevano e gustavano questa bevanda.
Documenti incontrovertibili attestano l'uso pressoché quotidiano del Trebbiano di Todi e del vin greco o Grechetto, e proprio su questi vini, spesso il Comune di Todi contava per fare bella figura nei confronti dei personaggi illustri che via via erano ospiti della città.
Il vino dunque è presente fin dai tempi remoti della storia della città, bevuto, non solo per festeggiare il completamento della facciata della chiesa di San Fortunato nel Quattrocento, ma anche nei salotti della società agiata tuderte dei secoli XVII e XVIII e anche, 

infine, dai volontari che accompagnarono Giuseppe Garibaldi dopo la ritirata da Roma nella calda estate del 1849, sfamati e dissetati dai frati di Montesanto e del convento della Spineta con pane, prosciutto e vino. Una presenza costante, questa del vino, che ci conferma l'alta considerazione che ebbero i tuderti per questa  bevanda, tanto da considerarla un sicuro viatico per una felice esistenza ultraterrena e per la redenzione dei peccati commessi su questa terra, pro redemptione animae, appunto.
Oggi la lunga tradizione ha fatto sì che l'intero territorio del Comune di Todi sia compreso nella Doc "Colli Martani" con le tipologie di vino Sangiovese, Trebbiano, Sangiovese Riserva e il rinomato Grechetto di Todi.
Todi è anche sede di importanti appuntamenti socio-culturali come la Mostra dell'Antiquariato, il Gran Premio Italiano Mongolfieristico, "Todi Art" Festival, Roller Gala, "Todi Notte", Fiera di San Martino.

 


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